6f2587e5108bc245c9665a532487491d.jpgForse qualcuno di voi si ricorda del famoso progetto Socrate, che negli anni 90 vide la allora Telecom Italia effettuare ingenti investimenti per la cablatura con fibra delle grandi aree metropolitane.

Progetto che non fu mai portato a termine a causa degli alti costi e dello sviluppo del protocollo ADSL (che ora e stato implementato con le ADSL2 e poi con le ADSL2+), che permetteva di portare la larga banda nelle case, utilizzando il vecchio doppino in rame , con velocita che ora arrivano a 24mega .
Questo stop portò a grosse polemiche, non solo per gli investimenti già effettuati, ma anche e soprattutto per le limitazioni che questa scelta poneva nello sviluppo della rete in Italia, il doppino in rame, infatti, anche se permetteva con la XDSL di portare la larga bande nelle case e nelle aziende, sicuramente ha i suoi limiti strutturali che oggi dopo un decennio dallo stop, si fanno sentire.

Ed infatti con la NGN ovvero Next Generation Network, si torna a parlare di fibra, ma ancora una volta, se ne limita l’uso immediato, posticipando quello completo.
Il progetto di Telecom Italia, prevede due soluzioni oltre alla copertura full-ip tradizionale utilizzata gia oggi per l’ADSL2+, la prima è portare la fibra fino al cabinet di zona e la seconda fino all’utente finale, quest’ultima sarà di sicuro meno utilizzata, in quanto più costosa in termini di realizzazione, ma meno in termine di costi di funzionamento.
Quasi sicuramente rimarranno fuori dal progetto, nonostante il recente progetto Anti Digital Divide, quei piccoli paesi sperduti tra le montagne o vicini alle grandi città che non promettendo un ritorno degli investimenti, vengono esclusi anche dalla normale copertura ADSL.

A volte penso come sarebbe bello se i grandi operatori italiani si unissero insieme per realizzare una rete comune, unendo le loro forze e gli investimenti, lavorando seriamente per una copertura totale della popolazione e per una rete aperta e tecnologicamente avanzata e flessibile.
Sarà difficile che questo avvenga, ma forse si sta muovendo qualcosa in termini di parità di accesso e di condizioni.

L’obiettivo nella NGN non deve essere solo la velocità, i 24 mega dell’ADSL2+ sono spesso più che sufficienti, i veri grandi problemi che bisogna al più presto risolvere, sono a monte del DSLAM (la vecchia ed inadeguata rete ATM) e a valle con i MUX ed il famoso ultimo miglio (che non permette sempre di raggiungere velocità elevate) e come dicevo prima la copertura, ben al di sotto della media Europea.

La fibra è indispensabile, ma non arriva ancora in tutte le centrali, come possiamo pensare quindi di portarla negli armadietti?