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Il concetto più ripetuto è quello dell’utilità. Assieme a quello dei servizi, la cui porta telematica è ancora appena socchiusa ma lascia già comprendere quante e quali potenzialità possa esprime nei prossimi anni. Il futuro di Poste Italiane si svilupperà sulle autostrade dell’informatica – di cui l’amministratore delegato Massimo Sarmi rivendica non a torto alcuni primati – e su quelle più tradizionali della logistica e del “core business”, perché i principi del Servizio universale sono sacri, ma vanno ammodernati per mantenere il passo con un Paese che cambia.
Ieri Sarmi ha presentato il primo di questi primati: l’avvio della telefonia mobile, che è però molto di più dei semplici servizi voce e Sms ma è vero e proprio “money transfer”, la possibilità cioè di trasferire somme di denaro con l’ausilio del telefono portatile. Intanto il Consiglio di amministrazione della società a dato il via libera alla costituzione di una società di logistica con le Fs.

Ingegner Sarmi, quale sarà la prossima mossa?


Basta solo guardarsi attorno. Qualsiasi azione che compiamo quotidianamente potrà essere interfacciata dai servizi telematici offerti da Poste Italiane. Ma per comprendere la portata di queste innovazioni occorre tener presente l’enorme lavoro che abbiamo alle spalle. Siamo i primi, a livello mondiale, ad aver attivato il trasferimento di denaro con il telefonino e questo è stato possibile perchè Poste Italiane ha sviluppato un’infrastruttura che permette di gestire ogni transazione in tempo reale. Una rete, tra l’altro, estremamente sicura. La nostra piattaforma funzionale gestisce già oggi oltre 20 milioni di transazioni al giorno. Ora, siamo i primi a collegare fisicamente un numero di telefonino con il codice di una carta elettronica. Nel caso dei trasferimenti di denaro tramite telefonino, Poste Italiane è un precursore in campo mondiale.

Quindi cosa si devono attendere gli italiani?

Vogliamo essere sempre più un’azienda che offre servizi a valore aggiunto ai cittadini, in grado di rispondere sempre meglio alle loro esigenze, a quelle delle imprese e della Pubblica amministrazione fornendo prodotti su misura. Il nostro obiettivo è quello di facilitare e semplificare ogni gesto quotidiano, sia di natura privata, sia nei rapporti tra cittadino o imprenditore e pubblica amministrazione, lanciando sul mercato prodotti e servizi ad hoc. Ora, vogliamo trasformare radicalmente l’uso del telefonino. Con PosteMobile il cellulare non sarà più solo strumento di comunicazione in movimento, ma offrirà al cliente la libertà di inviare e ricevere denaro e quindi effettuare operazioni di pagamento o postali senza l’obbligo di recarsi allo sportello. E ogni tre mesi abbiamo previsto di offrire un servizio aggiuntivo. Già dai primi mesi del 2008 sarà possibile effettuare il pagamento di bollettini postali, sempre con il telefono portatile, in aggiunta al tradizionale modulo. E ancora: è in preparazione il servizio di pagamento di prossimità, in cui appositi Pos interagiscono con il telefono portatile. La nostra è un’infrastruttura aperta, che è in grado di interagire con quelle del sistema bancario, dei circuiti delle carte di credito e con quella della Pubblica amministrazione. Mi preme sottolineare che così contribuiamo a ridurre il digital divide tra le diverse zone del Paese, attraverso un oggetto di così larga diffusione qual è il telefonino.

Come evolverà allora il Servizio universale?

Per il Servizio universale, oggi, il nostro sforzo e il nostro impegno sono massimi, per migliorare sempre più gli standard di qualità, in particolare in quelle aree del Paese considerate più disagiate. Non dimentichiamo che il nostro Paese è composto da moltissimi piccoli Comuni dove c’è sempre e comunque un ufficio postale. Ma c’è anche un’evoluzione che arricchisce di contenuti innovativi il Servizio universale. Stiamo interpretando in chiave moderna la storica vocazione alla base del servizio postale.

Non più tardi di un decennio fa le aziende postali europee, basta pensare a quanto accadde in Olanda e Germania, diedero vita e veri colossi della logistica e del courier. Non crede che Poste Italiane abbia lasciato la mano in questo ambito?
No, l’azienda ha preferito muoversi in altra direzione. Siamo in un mercato globale di dimensioni mondiali con player internazionali. L’accordo con Ups lo dimostra.

In cosa consiste l’intesa con le Ferrovie dello Stato?

È un accordo nella logistica che punta a creare sinergie tra le due aziende al fine di costituire un grande polo nazionale in grado di competere con i maggiori players europei, valorizzando, potenziando e mettendo a sistema le dorsali infrastrutturali di Poste Italiane e Fs. Il progetto sarà illustrato nei dettagli nei prossimi giorni insieme al nostro partner. Una considerazione però va fatta: dove possiamo, come Poste Italiane, aggiungere valore alla nostra attività? Nella integrazione delle funzionalità. L’esempio è nel commercio elettronico, dove offriamo una vetrina per i prodotti, la logistica di magazzino, la consegna e il sistema di pagamento. Noi, ancora una volta, abbiamo in casa queste potenzialità, che appunto, se integrate, creano valore aggiunto. E le agenzie di rating lo sanno e ci hanno promosso.