01d6f31e43c8f8f20792d54d1499e38f.jpgAnche se talvolta si pensa che la sua fine sia dietro l’angolo. Internet è diventato anche in Italia uno strumento familiare ad un gran numero di persone, con una accelerazione estremamente significativa proprio nel corso di questo ultimo anno». Lo afferma il 41esimo Rapporto annuale del Censis, dal quale emerge che il popolo italiano è sempre più internettiano, giovani e le fasce più istruite in testa. Sempre più diffusa è anche la “banda larga” e quindi la capacità di fruizione più estesa delle potenzialità del Web.

Nel 2007 gli utenti in generale di Internet hanno raggiunto una quota pari al 45,3% della popolazione. Prendendo in considerazione solo gli utenti abituali, quelli cioè che si connettono almeno tre volte alla settimana alla rete, si è passati dal 28,5% del 2006 al 38,3% del 2007, con un indice di penetrazione che ha raggiunto tra i giovani il 68,3% e tra i più istruiti il 54,5%.

A questo si aggiunga la vera e propria impennata di connessioni a banda larga che si è verificata nell’ultimo anno, visto che attualmente dispone di questo tipo di connessione l’85,8% del totale degli utenti italiani di Internet.

A trainare la diffusione di Internet a banda larga sono gli uomini più delle donne, visto che per i primi si arriva al 44,9% di utenti abituali rispetto al 32% delle seconde.

Il fattore discriminante per la diffusione di Internet, comunque è sempre l’età: Il 68,3% dei giovani tra i 14 e i 29 anni vive connesso in rete e tra di essi il 90% lo fa con una connessione a banda larga.

Posto che, per motivi anagrafici, tra i non diplomati figurano anche i ragazzi tra i 14 e i 17 anni, facile «capire quanto l’indice di penetrazione di Internet tra gli anziani a bassa scolarizzazione risulti assolutamente marginale. L’età è fondamentale,ribadisce il Censis,unque, ma la formazione culturale è altrettanto importante, perchè tra i più istruiti di tutte le età Internet raggiunge il 54,5% di diffusione, con l’89,9% di connessioni a banda larga».

La televisione tradizionale risulta sempre il mezzo più usato, con il 92,1% di utenti complessivi, ma la tv satellitare raggiunge il 27,3% e la digitale terrestre il 13,4% degli italiani sopra i quattordici anni.

Una “rivoluzione” che coinvolge anche gli altri media, come la radio, a cui al 56% di utenti da autoradio e al 53,7% di ascoltatori da apparecchi tradizionali vanno aggiunti il 13,6% di utenti da lettore Mp3 e il 7,6% da internet, e ancor di più i quotidiani, visto che oltre al 67% di utenti che leggono un giornale tradizionale acquistato in edicola, si deve considerare anche il 34,7% di lettori di quotidiani gratuiti e il 21,1% di frequentatori delle pagine on line dei giornali via Internet. L’integrazione tra i media ne incrementa l’uso, coinvolgendo in questo aumento d’attenzione anche quelli tradizionali.a che anzi la sostiene».

La tv satellitare, in un anno, è passata ad attirare dal 17,7% al 28,3% degli utenti di tv, il digitale terrestre dal 7% al 13,9% e anche tutte le altre forme di tv fanno notevoli passi in avanti. Più netto risulta il progressivo passaggio dalla televisione tradizionale a tutte le forme di tv digitale tra i giovani.

Il telefono cellulare insegue la tv tradizionale come strumento di comunicazione più diffuso in Italia: il suo uso è in continua ascesa da anni e nel 2007 il cellulare ha raggiunto un indice di penetrazione complessiva pari all’86,4% della popolazione, ormai a un passo da quel 92,1% che costituisce il consumo complessivo della tv generalista.

Inoltre, se si prende in considerazione il livello raggiunto dall’uso abituale del telefonino, si può constatare che il cellulare è considerato uno strumento d’uso praticamente quotidiano dal 76,9% degli uomini, dal 92,6% dei giovani al 97,2% e dall’81,4% degli utenti con il maggior livello di istruzione.