1861489629.jpgNon voglio portare malaugurio a nessuno ( anzi auguro a tutti di avere il Digitale Terrestre senza problemi e senza spese inutili ) ma penso che nel nostro paese queste situazioni le abbiamo gia viste piu di una volta in molti ambiti , stamattina come ogni giorno mi accingo a leggere il portale Wintricks e come una fulmine a ciel sereno ( oggi ce il sole qui .. ) eccoti un articolo che maii mi sarei  aspettato di leggere

Digitale Terrestre? Una tragedia

 ( addirittura , nemmeno lo hanno dato al 10% dei italiani e già è una tragedia ?? )

Vi riporto il testo

Flop della nuova tecnologia: in Piemonte schermi oscurati, antenne che non funzionano.

Ad un mese dallo spegnimento della Tv analogica, il passaggio alla tecnologia digitale si rivela un’odissea. Disagi e proteste non vogliono saperne di placarsi, al contrario si moltiplicano. Canali che spariscono, ricompaiono, si spengono di nuovo.Centinaia i messaggi su forum di ogni genere, blog aperti al solo scopo di scoprirne i segreti, lettere ai giornali, e adesso anche la rivolta degli installatori: «Siamo stati esclusi da qualsiasi piano di conversione, non abbiamo alcun numero di telefono dedicato al quale rivolgerci, e ormai da settimane siamo lo sfogo dell’ira dei cittadini», , voce torinese della rivolta degli antennisti.Impianti appena installati «devono essere modificati dopo pochi giorni, perché i segnali cambiano, o cambiano i punti di trasmissione».Sul piede di guerra anche l assessore al Commercio del Piemonte: «Nel passaggio al digitale – dice a margine di Alpi365, Biennale della montagna inaugurata venerdì – abbiamo dovuto intervenite noi per i ripetitori tv nei siti montani». E polemica riaccende polemica: «Si parla molto dei problemi della montagna, ma nella pratica c’è chi fa molto poco».Soltanto nel Piemonte occidentale, il passaggio analogico-digitale sta coinvolgendo 900 Comuni, quasi 1500 impianti riconvertiti, tre milioni di persone interessate. Al momento, il «flop digitale» non è soltanto un problema dei Comuni più piccoli e lontani. Anche nel cuore di Torino il digitale arriva a singhiozzo, o non arriva affatto: «Colpa delle antenne vecchie da aggiornare», ha dichiarato giorni fa a La Stampa il presidente di Dgtvi, il Consorzio che ha gestito la fine dell’analogico. «Falso – ribattono gli antennisti – la verità è che molti segnali cambiano in continuazione, interferiscono, o passano da un punto di trasmissione all’altro».Avremmo dovuto avere – tutti e subito – immagini e audio «pulitissimi», e presto una ricca offerta di canali e servizi interattivi che non esistono ancora. «Con 25 televisioni private che occupano ognuna 5 o 6 canali, più tutte le televisioni nazionali,il Piemonte sta facendo la cavia d’Italia», è il commento del vicepresidente del Corecom, che ha avviato un monitoraggio sulla potenza del segnale dei quaranta ripetitori regionali.«Il problema principale restano quelli di montagna con ancora ampie zone d’ombra – prosegue Rosso -: meglio sarebbe stato se accanto al digitale, almeno per la fase del rodaggio, avessero lasciato ancora l’analogico». Aggiunge: «Anche nel Lazio, mi ha riferito il collega del Corecom di Roma – il segnale dalla Corsica copre quello locale».

Staremo a vedere cosa succede nel frattempo possiamo solo sperare che facendo esperienza dei disagi altrui quando sarà l ora del Veneto la cosa sia piu lieve e indolore sopratutto per le tasche dei cittadini ( sopratutto per coloro che vivono in condominio )